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Voglia di piangere (di
Luigi Civita)
Ascolto lo scoccare lento delle tue ore.
Quindici anni di amore
che si perdono nel rantolio di un respiro.
Due occhi vispi,
che non si rassegnano,
che non comprendono l'ineluttabile.
Sento le lacrime
che lottano contro la ragione impotente.
Ho perso l'ultima passeggiata
con te e non potranno
essercene altre.
Mio Amico, non andartene così.
Apro la porta di una casa
che credevo più vuota che mai,
e ad attendermi ci sono i tuoi occhi,
e poca pelle sulle ossa.
Un Angelo ti ha accompagnato
lungo un cammino difficile,
ma non ha voluto
portarti con sé, non ancora.
Mio Amico,
regalami il tuo Amore,
anche solo per un giorno.
Mio Amico,
grazie per l'amore
che mi hai donato,
per le preghiere
che hai esaudito,
per le lacrime
che mi ha insegnato a versare,
per ogni ora in più
che ho trascorso con te,
per l'odore
che impregna i miei abiti,
per avermi insegnato
a vivere nel dolore.
Mio amico,
ti perdonerò, adesso,
se vorrai correre senza di me.
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Mio Amico,
ho lottato contro
il mondo per poterti
rivedere,
per ricambiare
l'amore che non hai lesinato,
perché c'è ancora vita per te.
Ho pregato
uomini e non dei
perché non decidessero
senza di me,
per te.
Mio Amico,
l'amore ha sconfitto il dolore,
infine,
ed io ho dormito.
Mio Amico,
hai passeggiato al mio fianco
nell'oscurità
e infine hai varcato
da solo la porta.
Per te una luce chiara,
suoni e musiche
che avevi quasi scordato,
palline colorate da rincorrere
sedie da saltare
e pantofole da rosicchiare.
Ho provato a chiamarti,
ancora una volta,
ma era troppo tardi.
Mio Amico,
il ricordo
dell'ultima carezza
è il dolore più grande. |
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